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Tempura giapponese
Ingredienti per 2 Due carote, un pezzo di zucca, un daikon oppure rapa o, ancora, asparagi, funghi tipo shiitake o altra verdura 180 g di acqua freddissima, gasata possibilmente Un uovo da circa 40 g (piccolo) 100 g di farina milleusi, tipo 0 o 00 (oppure farina di riso) Olio di semi per friggere (tipo soia, arachide o girasole appositi per frittura) Sale q.b. Salsa di soia o altro Procedimento Laviamo con cura le verdure, le mondiamo e peliamo se necessario. Per quanto possibile, cerchiamo di ricavare dei bastoncini da ognuna, di circa 5 mm di spessore, o comunque sotto al cm, e lunghezza variabile a scelta. Prepariamo la pastella: mettiamo la farina in una ciotola, versiamo sopra uovo e acqua fredda, mescoliamo il tutto con le bacchette o una forchetta. Meglio non una frusta da cucina perché non vogliamo un risultato super liscio. Dobbiamo solo amalgamare, non mescolare nè impastare perché non vogliamo si formi il glutine. Facciamo riposare per 15 minuti fuori frigo o teniamo in frigo fino a un giorno, al massimo. Scaldiamo l’olio a circa 180°C, quando pronto iniziamo: infariniamo leggermente le verdure poi le passiamo nella pastella aiutandoci con le bacchette o due forchette. Scoliamo leggermente e tuffiamo nell’olio. Per realizzare la cosiddetta “fioritura” tipica della tempura basterà versare un po’ di pastella sulle verdure appena tuffate nell’olio, si creeranno le bollicine di impasto tipiche. Friggiamo per 3-4 minuti poi scoliamo su carta assorbente. Aggiustiamo di sale e serviamo con salsa di soia o altre salse a piacere. Meglio farla al momento perché potrebbe perdere la sua croccantezza se conservata in frigo o dispensa. Se replichi la ricetta puoi condividere la foto e i tuoi pensieri sia sulla nostra chat di gruppo, che inviarmeli via email. Se condividi sui social e vuoi taggarmi (@car.lolli) ti ricondividerò. Hai domande o problemi? Scrivimi: info@carlottalolli.com Vuoi rimanere in linea con i miei contenuti, tra corsi e social?Iscriviti alla Newsletter, arriva solo una volta al mese! N.B.: la Newsletter è diversa dalle email News per i corsisti 🙂 Tutti i corsi della Scuola Guide e ricettari per la tua cucina Cucinare le verdure – Corso di Carlotta Lolli ©

Crauti di cavolo cappuccio
https://carlottalolli.com/wp-content/uploads/2025/04/Crauti.mp4#t=60,540 Ingredienti per un vaso da 500g 500 g di cavolo cappuccio viola 8-10 g di sale Qualche grano di ginepro Coriandolo o finocchio a piacere Procedimento Laviamo, mondiamo e tagliamo il cavolo cappuccio a striscioline sottili. Le mettiamo in un contenitore. Aggiungiamo il sale pesato in modo preciso dopo aver verificato il peso del cavolo. Massaggiamo il cavolo con le mani per alcuni minuti per ammorbidirlo e romperne le fibre. Dovrà formarsi un minimo di liquido. Lasciamo a temperatura ambiente per 2-3h. Trasferiamo il cavolo in un vasetto di vetro ben pulito, pressandolo molto bene per lasciare meno vuoti possibile. Tutto il cavolo dovrà essere ricoperto dal liquido che si sarà formato. Se si è formato poco liquido può darsi serva più tempo o che tu lo abbia tagliato troppo spesso; lascia a temperatura ambiente per un paio di ore in più. Chiudiamo col tappo (non stretto) e facciamo fermentare a massimo 20°C per circa 10-20 giorni. Di tanto in tanto, svitiamo o apriamo il tappo per rilasciare la pressione in eccesso.Se la fermentazione procede bene: vedrai piccole bollicine dentro al vasetto; sentirai un buon profumo acidulo-lattico; il cavolo diventerà dolce-acido. Dopo 10 giorni dovresti già vedere questi segni, se così non fosse attendi altri 7-10 giorni. Se non vedi “segni di vita” o se senti odori di marcio, acido aggressivo, se il colore della conserva diventa bianco, arancione o verde, se si crea muffa nel tappo la fermentazione non sta procedendo bene (capita, analizza cosa può essere andato storto e riprova). Trascorso il tempo di fermentazione possiamo consumare i crauti oppure metterli in frigo per consumarli entro uno-due mesi. Se replichi la ricetta puoi condividere la foto e i tuoi pensieri sia sulla nostra chat di gruppo, che inviarmeli via email. Se condividi sui social e vuoi taggarmi (@car.lolli) ti ricondividerò. Hai domande o problemi? Scrivimi: info@carlottalolli.com Vuoi rimanere in linea con i miei contenuti, tra corsi e social?Iscriviti alla Newsletter, arriva solo una volta al mese! N.B.: la Newsletter è diversa dalle email News per i corsisti 🙂 Tutti i corsi della Scuola Guide e ricettari per la tua cucina Cucinare le verdure – Corso di Carlotta Lolli ©

Torta di scarola
https://carlottalolli.com/wp-content/uploads/2025/01/Torta-Di-Scarola.mp4 Ingredienti per 2 Mezza scarola 80 g di uvetta 80 g di pinoli Uno spicchio di aglio o mezza cipolla tritati, facoltativi Un goccio di aceto di mele o vino bianco (circa 20 g) Sale, olio extravergine d’oliva q.b. Per la brisé 200 g di farina a scelta (con o senza glutine, di qualsiasi tipo) 80 g di olio extravergine d’oliva 70 g di acqua fredda 10 g di zucchero 5 g di sale Procedimento Prepariamo la brisé: in ciotola o sul piano uniamo acqua e olio alla farina con sale e zucchero.Impastiamo quanto basta per rendere coeso e omogeneo, non di più. Copriamo e facciamo riposare per 30 minuti (va bene anche una notte in frigo). Laviamo la scarola. La tagliamo a tocchetti più o meno regolari. Ammolliamo l’uvetta. Scaldiamo una padella sul fuoco, uniamo olio, aglio/cipolla, poi la scarola. Facciamo appassire brevemente. Uniamo sale, un goccio di aceto, pinoli e uvetta. Mescoliamo e facciamo cuocere per 1-2 minuti. Stendiamo la brisé aiutandoci con un po’ di farina, diamo la forma che preferiamo. Mettiamo sulla parte centrale della sfoglia di brisé del pangrattato. Disponiamo sopra il ripieno. Ripieghiamo la pasta e decoriamo la torta salata a piacere. Cuociamo in forno ventilato a 175°C per circa 20-30 minuti. Sforniamo e serviamo.

Teglia di patate dolci e carote
Ingredienti per 4 2 patate dolci 2 carote, anche colorate Sale, olio evo q.b. Un cucchiaio di zucchero di canna Due cucchiai di aceto di mele o vino Un cucchiaio di burro d’arachidi Un cucchiaino di cumino o altre spezie o erbe a piacere Procedimento Laviamo le verdure e le tagliamo a bastoncini regolari, anche senza rimuovere la buccia. Le mettiamo in una ciotola e, a parte, prepariamo il condimento: uniamo burro d’arachidi, sale, cumino, aceto di mele e zucchero. Aggiungiamo un bel giro d’olio e agitiamo per emulsionare. Versiamo il condimento sulle verdure e le amalgamiamo con cura per ricoprirle tutte completamente. Disponiamo le verdure su una teglia antiaderente o leggermente unta, senza sovrapporle ma mettendole abbastanza larghe. Cuociamo in forno ventilato a 180°C per circa 30-40 minuti (il tempo varia in base alla grandezza del taglio), invertendo le teglie a metà cottura se ne cuociamo due alla volta.

Pesto di basilico: 2 metodi
Pesto di basilico in due modi Ingredienti per 6 porzioni 120 g di foglie di basilico tipo genovese fresco 40 g di Parmigiano Reggiano DOP 25 g di Pecorino sardo DOP 40-50 g di olio extra vergine di oliva ligure 60 g di pinoli tostati (e/o noci) Uno spicchio di aglio, facoltativo Sale q.b., facoltativo [I formaggi si possono sostituire con alternative vegetali, come grattugiato alla mandorla, per la versione vegana] Procedimento Lava e asciuga accuratamente le foglie di basilico, nel video ti mostro il procedimento migliore. Abbi cura di rimuovere i gambi e usare solo le foglie. Procedi col metodo che preferisci. Tradizionale, col mortaio1. Prepara tutti gli ingredienti e inizia a pestare pinoli, formaggio, aglio per ottenere una polvere.2. Unisci l’olio e rendi crema.3. Infine aggiungi le foglie di basilico asciugate. Passaggio in più, per mantenere un colore verde vivo: immergi le foglie in acqua salata che hai portato a leggero bollore (mentre è calda). Scola dopo 10 secondi e raffredda in acqua e ghiaccio.Strizza bene e aggiungi al mortaio. Questo passaggio fissa meglio il colore del basilico ed evita il pesto diventi verde militare. Moderno, col cutter1. Metti nel cutter pinoli, formaggio e aglio. Frulla velocemente per ottenere una crema.2. Aggiungi l’olio e frulla.3. Infine, aggiungi le foglie di basilico, un cubetto di ghiaccio e frulla brevemente per trasformare tutto in pesto. 3. Usa subito il pesto, aggiungendolo alla pasta fuori fuoco, in una ciotola fredda, oppure trasferiscilo in appositi contenitori. Puoi metterlo in vasetti o contenitori per monoporzioni da freezer. Coprilo bene, conservalo in frigo per massimo 3-4 giorno o freezer fino a 6-8 mesi. La conservazione sottovuoto è sconsigliata perché il pesto non è un prodotto acidificato o abbastanza salato da scongiurare il rischio botulino.

Hummus di fave con baccello e verdure
Ingredienti per circa 2 persone 300 g di fave fresche (con baccello) 200 g di asparagi da pulire 100 g di foglie di bietole Due cucchiai di pasta di sesamo (tahina, 100% crema di sesamo) Succo e scorza di mezzo limone Parte verde di un cipollotto Sale, pepe nero q.b. Un filo d’olio evo Procedimento Prepariamo una pentola con acqua salata e la portiamo a bollore. Puliamo le fave: per le ricette della live che le comprendono (hummus, torta salata e flan) non dividiamo baccelli e legume ma puliamo i baccelli. Tagliamo le estremità e rimuoviamo i filamenti laterali. Tagliamo a tocchettini piccoli. Tagliamo gli asparagi a tocchettini e tagliuzziamo le foglie di bietola. Sbollentiamo asparagi e bietole nell’acqua bollente per 2-3 minuti, quando morbidi li scoliamo e raffreddiamo in acqua e ghiaccio.Ripetiamo la stessa cosa con le fave tagliate, cuocendo per 5-6 minuti o finché morbidi. Mettiamo le verdure e legumi nel frullatore, aggiungiamo pasta di sesamo, succo e scorza di limone, cipollotto, sale, olio e una macinata di pepe. Iniziamo a frullare e, se necessario, uniamo anche un goccio d’acqua per rendere bello cremoso. Se la consistenza dovesse essere troppo fibrosa potremmo setacciarlo con un colino a maglia media. Regoliamo di sapore e serviamo con verdure crude o patatine. Puoi usare questo hummus per realizzare questa torta salata con le bietole o questi flan 🙂 Trovi questa ricetta nella Masterclass verdure primavera di Maggio 2025 Vai alla lezione del corso che contiene la registrazione della Masterclass e la dispensa ricette.

Tepache di ananas e zenzero (bevanda fermentata)
Si chiama Tepache una bevanda tradizionale messicana, leggermente alcolica (sotto al 3% in volume, meno di una birra) e frizzante, ottenuta dalla fermentazione della buccia dell’ananas. È un’alternativa sana, rinfrescante, particolare e senza sprechi alle solite bevande che si trovano al supermercato. Prepararlo in casa è semplice, ma come per ogni fermentazione, la sicurezza e l’attenzione ai dettagli sono fondamentali. Segui i miei passaggi e consigli e tutto andrà per il meglio! Ingredienti per circa 1 litro di tepache Buccia di 1 ananas maturo (biologico, se possibile) 1 litro di acqua non clorata (filtrata o in bottiglia) 100 g di zucchero di canna grezzo o integrale (meglio se tipologia Dulcita o simili) Aromi a scelta: per esempio 50 g di zenzero o 1 stecca di cannella e/o 2-3 chiodi di garofano https://carlottalolli.com/wp-content/uploads/2025/07/TEPACHE-1.mp4 Procedimento Per prima cosa, laviamo accuratamente l’ananas sotto acqua corrente, spazzolando bene la buccia per rimuovere terra e impurità. Separiamo la buccia esterna marrone dalla polpa (che possiamo conservare per un altro uso) e tagliamo la buccia a pezzi più piccoli, se necessario.Possiamo aggiungere anche il cuore, se non lo consumiamo in altre ricette. Prepariamo la miscela: in un barattolo di vetro grande e pulito (da almeno 2 litri) o un contenitore per fermentazione, mettiamo acqua, bucce e zucchero. Uniamo anche gli aromi e mescoliamo con un cucchiaio pulito. Prepariamo tutto alla fermentazione: mettiamo una retina o degli spiedi o un sacchetto di plastica pulito, pieno d’acqua, sulle bucce per tenerle sommerse.Chiudiamo il coperchio in modo non ermetico oppure copriamo l’apertura del barattolo con un panno pulito o una garza fissata con un elastico: questo permette all’aria di circolare ma protegge da insetti e polvere. Facciamo fermentare: posizioniamo il barattolo in un luogo buio e indisturbato, a temperature medie (tra 20 e 30°C al massimo), per minimo 2 giorni, fino a 4-5. In questi giorni controlliamo la fermentazione e “sgasiamo”: il tepache dovrebbe iniziare a fermentare entro 1-3 giorni, a seconda della temperatura ambiente e della quantità di lieviti naturali presenti sulla buccia dell’ananas. Noteremo delle bollicine che salgono in superficie e, forse, un leggero strato di schiuma, oltre al classico odore di fermentato (come quando a Settembre si sente odore di vino per le campagne). Apriamo il coperchio una volta al giorno per sgasare e controllare l’odore, poi richiudiamo e riponiamo al buio. Trascorsi 3-4 giorni il liquido sarà più torbido, con bollicine e dal profumo fermentato dolce, leggermente alcolico. A questo punto filtriamo e imbottigliamo: filtriamo il liquido usando un colino fine o una garza per rimuovere la buccia d’ananas e le spezie. Travasiamo il liquido filtrato in bottiglie robuste e pulite, con tappo a chiusura ermetica (quelle per bevande gassate vanno benissimo). Non le riempiamo fino all’orlo, lasciando 2-3 cm di spazio dalla chiusura. N.B.: Le bucce, a questo punto, si buttano. Almeno abbiamo dato loro una vita prima di buttarle 🙂 Seconda fermentazione (opzionale): per renderlo più frizzante, possiamo lasciare le bottiglie a temperatura ambiente per altre 12-24 ore. Questo passaggio creerà ulteriore anidride carbonica. Conserviamo: una volta raggiunto il livello di frizzantezza desiderato, spostiamo le bottiglie in frigorifero, il freddo rallenterà la fermentazione. Il tepache si conserva in frigorifero per circa 1-2 settimane. Lo serviamo freddo, magari con una fetta di lime, ghiaccio e menta. Consigli per una fermentazione sicura L’igiene è fondamentale: puliamo accuratamente tutti gli utensili, i barattoli e le superfici di lavoro. Non dobbiamo sterilizzare, ma lavare molto bene.Anche se la fermentazione è un processo “vivo”, un ambiente pulito riduce il rischio di contaminazioni indesiderate (muffe). Acqua possibilmente non clorata: il cloro presente nell’acqua del rubinetto può uccidere i microrganismi responsabili della fermentazione. Utilizziamo acqua filtrata, in bottiglia, o acqua del rubinetto lasciata decantare in una brocca aperta per almeno 24 ore (il cloro evapora). Temperatura: La temperatura ideale per la fermentazione del tepache è tra i 20°C e i 30°C. Temperature più basse rallentano la fermentazione, temperature troppo alte possono favorire la crescita di lieviti e batteri indesiderati che potrebbero alterare il sapore. Percentuale di zucchero: la percentuale di zucchero minima è cruciale per una fermentazione sicura. Generalmente, un contenuto di zucchero del 5-10% del peso totale (quindi circa 50-100 grammi di zucchero per litro d’acqua) è ideale. L’uso dello zucchero di canna è importante per fornire il nutrimento necessario ai lieviti per produrre l’alcol e le bollicine, agendo anche come conservante. Una quantità insufficiente di zucchero potrebbe non avviare correttamente la fermentazione o lasciare il prodotto vulnerabile a muffe.Meglio canna rispetto al semolato bianco per apportare più sapori e profumi. Attenzione a: sapori strani e muffe: macchie scure, pelose, verdi, nere o rosa, con un odore putrido o acido, è segno di muffa. In quel caso, purtroppo, dobbiamo scartare tutto il batch e ricominciare. “Film” in superficie: durante la fermentazione è normale che si formi una sottile pellicola biancastra o schiuma sulla superficie. Questa è spesso una “scoby” (simbiosi di batteri e lieviti) o semplicemente lieviti. Se è bianca e non ha un odore sgradevole, va bene. Odore: il tepache dovrebbe avere un odore fruttato, leggermente dolce e acidulo. Un odore forte di aceto indica una fermentazione troppo prolungata, trasformando l’alcol in acido acetico; un odore di marcio indica contaminazione per cui meglio ricominciare da zero. Eccesso di ossigeno: durante la fermentazione si crea anidride carbonica (quella dell’acqua gasata) che può creare stappi “frizzanti” del vaso/bottiglia. Soprattutto se fai la seconda fermentazione in bottiglia è fondamentale aprire periodicamente il tappo (burping o sgasi) per far sfogare la CO2 ed evitare di sporcare ovunque alla prima apertura. Hai domande o problemi? Scrivimi: info@carlottalolli.com Vuoi rimanere in linea con i miei contenuti, tra corsi e social?Iscriviti alla Newsletter, arriva solo una volta al mese! N.B.: la Newsletter è diversa dalle email News per i corsisti 🙂 Tutti i corsi della Scuola Guide e ricettari per la tua cucina Cucinare le verdure – Corso di Carlotta Lolli ©

Cipolle in microonde
https://carlottalolli.com/wp-content/uploads/2024/08/Cipolle-Microonde.mp4#t=60,540 Ingredienti per 2 4 cipolle rosse dolci Pellicola alimentare per cotture Procedimento Laviamo, mondiamo e tagliamo le cipolle in quarti. Le posizioniamo in una ciotola adatta al microonde e le copriamo con pellicola alimentare. Premiamo bene per fare uscire aria e chiudiamo sui bordi. Possiamo cuocere o precuocere le cipolle e qualsiasi altra verdura col microonde, in particolare: Precuocere (ideale se poi le passi in forno, in padella o alla griglia): potenza sui 600W per 4-6 minuti, poi si trasferisce in frigo. Si finirà la cottura in microonde per altri 6 minuti oppure con altri metodi Per cuocere: potenza 600 oppure 800W per 10-15 minuti oppure 8-12 minuti. Se volete verdure croccantine optate per 800W 8 minuti, se le volete molto cotte 600W per 12 minuti. Basatevi anche sulle indicazioni del vostro microonde! 4. Togli dal microonde, lascia freddare per 10 minuti poi togli la pellicola. 5. Condisci con olio, sale, aceto balsamico a piacere. Se replichi la ricetta puoi condividere la foto e i tuoi pensieri sia sulla nostra chat di gruppo, che inviarmeli via email. Se condividi sui social e vuoi taggarmi (@car.lolli) ti ricondividerò. Hai domande o problemi? Scrivimi: info@carlottalolli.com Vuoi rimanere in linea con i miei contenuti, tra corsi e social?Iscriviti alla Newsletter, arriva solo una volta al mese! N.B.: la Newsletter è diversa dalle email News per i corsisti 🙂 Tutti i corsi della Scuola Guide e ricettari per la tua cucina Cucinare le verdure – Corso di Carlotta Lolli ©
Le verdure ti stancano? non sai mai come farle? fatichi a inserirle nei pasti? non le apprezza nessuno a casa?
C’è chi ama le verdure e chi no, chi le consuma regolarmente e chi no, chi ha le idee chiarissime e conosce mille ricette, chi sa come esaltarle al meglio ed estrarre più nutrienti possibili e chi no. Chi non sa mai come cucinarle e chi mente.
Per aiutarvi a far pace con le verdure, ad amarle o a renderle sempre più protagoniste dei vostri pasti condivido le mie ricette con verdure, idee e trucchetti 🙂
Rendile protagoniste del tuo piatto
Apprezzare le verdure, non farle mai mancare sulla tavola,
variare di continuo e non annoiarsi. Si può?! Se impari a valorizzarle mentre cucini certo!
Col mio corso on-demand (segui quando vuoi ed è tuo per sempre) impari a sceglierle, lavarle, tagliarle, cucinarle e conservarle.
Condivido con te le mie ricette, i miei trucchi e abbinamenti vincenti per rendere pazzesca qualsiasi verdura, mai banale!







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