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Insalata di sedano rapa, semi, pepe rosa e albicocche secche
https://carlottalolli.com/wp-content/uploads/2025/01/Sedano-Rapa-Crudo.mp4 Ingredienti per 2 Mezzo sedano rapa 5 g di pepe rosa in grani Una punta di cucchiaino di sommacco, facoltativo (o scorza di limone) Due-tre cucchiai di semi a piacere 6 albicocche disidratate Sale, olio extravergine d’oliva q.b. Procedimento Laviamo e mondiamo il sedano rapa. Lo grattugiamo finemente. Setacciamo sopra al sedano rapa i grani di pepe, per ricavare solo la “buccia” e tenere da parte i grani, fin troppo aromatici se mangiati interi. Uniamo una punta di cucchiaio di sommacco, olio e sale abbondanti. Uniamo i semi e le albicocche tagliate a tocchetti. Mescoliamo bene e serviamo. Se replichi la ricetta puoi condividere la foto e i tuoi pensieri sia sulla nostra chat di gruppo, che inviarmeli via email. Se condividi sui social e vuoi taggarmi (@car.lolli) ti ricondividerò. Hai domande o problemi? Scrivimi: info@carlottalolli.com Vuoi rimanere in linea con i miei contenuti, tra corsi e social?Iscriviti alla Newsletter, arriva solo una volta al mese! N.B.: la Newsletter è diversa dalle email News per i corsisti 🙂 Tutti i corsi della Scuola Guide e ricettari per la tua cucina Cucinare le verdure – Corso di Carlotta Lolli ©

Ramen di verdure
https://carlottalolli.com/wp-content/uploads/2024/08/Ramen-Verdure.mp4 Ingredienti per 2 200 g di verdure a piacere (es. Zucca, carote, daikon, cipollotto, cappuccio..) 100 g di spaghetti di riso o soia 2 uova 1L di brodo vegetale (o Brodo di funghi, video ricetta nel corso) Un pezzetto di alga kombu Salsa di soia, olio di sesamo q.b. Procedimento Laviamo e mondiamo le verdure scelte, le tagliamo a bastoncini o fette piuttosto sottili. Mettiamo a bollire del brodo di funghi o brodo vegetale o facciamo il brodo da zero con scarti di verdura. Aggiungiamo l’alga per un tocco di sapore in più. A bollore cuociamo le verdure per pochi minuti ciascuna, quanto basta per ammorbidirle ma senza far loro perdere la consistenza. Seguiamo un ordine, cuociamo le verdure separatamente, le scoliamo e proseguiamo. Cuociamo anche gli spaghetti per pochi minuti poi li scoliamo e teniamo da parte. Al brodo aggiungiamo un bicchierino di salsa di soia A parte, cuociamo le uova in acqua bollente o brodo insaporita con un goccio di salsa di soia. Basteranno 6-8 minuti dal bollore per avere un uovo con tuorlo morbido. Componiamo quindi il ramen in una ciotola, mettiamo un primo strato di spaghetti, disponiamo le verdure in modo armonioso sopra e completiamo con uova e brodo a coprire. Se replichi la ricetta puoi condividere la foto e i tuoi pensieri sia sulla nostra chat di gruppo, che inviarmeli via email. Se condividi sui social e vuoi taggarmi (@car.lolli) ti ricondividerò. Hai domande o problemi? Scrivimi: info@carlottalolli.com Vuoi rimanere in linea con i miei contenuti, tra corsi e social?Iscriviti alla Newsletter, arriva solo una volta al mese! N.B.: la Newsletter è diversa dalle email News per i corsisti 🙂 Tutti i corsi della Scuola Guide e ricettari per la tua cucina Cucinare le verdure – Corso di Carlotta Lolli ©

Hummus di verdure e legumi
Ingredienti per 2 150 g di ceci precotti o altri legumi cotti 100 g di polpa di verdura cotta Uno spicchio d’aglio Due cucchiai di pasta di sesamo Succo di mezzo limone Qualche foglia di coriandolo o prezzemolo Sale, pepe nero q.b. Un filo d’olio evo Procedimento In un mixer o frullatore uniamo i ceci, la polpa di verdura, l’aglio (facoltativo), un bel filo d’olio, la pasta di sesamo e succo di limone a piacere. Iniziamo a frullare e, se necessario, uniamo anche un goccio d’acqua per rendere bello cremoso. Aggiungiamo il prezzemolo, rendiamo omogeneo e poi versiamo in un contenitore ermetico. Possiamo conservare in frigo fino all’utilizzo come hummus oppure possiamo trasformarlo in polpette seguendo la ricetta delle Polpette di verdura.

Tepache di ananas e zenzero (bevanda fermentata)
Si chiama Tepache una bevanda tradizionale messicana, leggermente alcolica (sotto al 3% in volume, meno di una birra) e frizzante, ottenuta dalla fermentazione della buccia dell’ananas. È un’alternativa sana, rinfrescante, particolare e senza sprechi alle solite bevande che si trovano al supermercato. Prepararlo in casa è semplice, ma come per ogni fermentazione, la sicurezza e l’attenzione ai dettagli sono fondamentali. Segui i miei passaggi e consigli e tutto andrà per il meglio! Ingredienti per circa 1 litro di tepache Buccia di 1 ananas maturo (biologico, se possibile) 1 litro di acqua non clorata (filtrata o in bottiglia) 100 g di zucchero di canna grezzo o integrale (meglio se tipologia Dulcita o simili) Aromi a scelta: per esempio 50 g di zenzero o 1 stecca di cannella e/o 2-3 chiodi di garofano https://carlottalolli.com/wp-content/uploads/2025/07/TEPACHE-1.mp4 Procedimento Per prima cosa, laviamo accuratamente l’ananas sotto acqua corrente, spazzolando bene la buccia per rimuovere terra e impurità. Separiamo la buccia esterna marrone dalla polpa (che possiamo conservare per un altro uso) e tagliamo la buccia a pezzi più piccoli, se necessario.Possiamo aggiungere anche il cuore, se non lo consumiamo in altre ricette. Prepariamo la miscela: in un barattolo di vetro grande e pulito (da almeno 2 litri) o un contenitore per fermentazione, mettiamo acqua, bucce e zucchero. Uniamo anche gli aromi e mescoliamo con un cucchiaio pulito. Prepariamo tutto alla fermentazione: mettiamo una retina o degli spiedi o un sacchetto di plastica pulito, pieno d’acqua, sulle bucce per tenerle sommerse.Chiudiamo il coperchio in modo non ermetico oppure copriamo l’apertura del barattolo con un panno pulito o una garza fissata con un elastico: questo permette all’aria di circolare ma protegge da insetti e polvere. Facciamo fermentare: posizioniamo il barattolo in un luogo buio e indisturbato, a temperature medie (tra 20 e 30°C al massimo), per minimo 2 giorni, fino a 4-5. In questi giorni controlliamo la fermentazione e “sgasiamo”: il tepache dovrebbe iniziare a fermentare entro 1-3 giorni, a seconda della temperatura ambiente e della quantità di lieviti naturali presenti sulla buccia dell’ananas. Noteremo delle bollicine che salgono in superficie e, forse, un leggero strato di schiuma, oltre al classico odore di fermentato (come quando a Settembre si sente odore di vino per le campagne). Apriamo il coperchio una volta al giorno per sgasare e controllare l’odore, poi richiudiamo e riponiamo al buio. Trascorsi 3-4 giorni il liquido sarà più torbido, con bollicine e dal profumo fermentato dolce, leggermente alcolico. A questo punto filtriamo e imbottigliamo: filtriamo il liquido usando un colino fine o una garza per rimuovere la buccia d’ananas e le spezie. Travasiamo il liquido filtrato in bottiglie robuste e pulite, con tappo a chiusura ermetica (quelle per bevande gassate vanno benissimo). Non le riempiamo fino all’orlo, lasciando 2-3 cm di spazio dalla chiusura. N.B.: Le bucce, a questo punto, si buttano. Almeno abbiamo dato loro una vita prima di buttarle 🙂 Seconda fermentazione (opzionale): per renderlo più frizzante, possiamo lasciare le bottiglie a temperatura ambiente per altre 12-24 ore. Questo passaggio creerà ulteriore anidride carbonica. Conserviamo: una volta raggiunto il livello di frizzantezza desiderato, spostiamo le bottiglie in frigorifero, il freddo rallenterà la fermentazione. Il tepache si conserva in frigorifero per circa 1-2 settimane. Lo serviamo freddo, magari con una fetta di lime, ghiaccio e menta. Consigli per una fermentazione sicura L’igiene è fondamentale: puliamo accuratamente tutti gli utensili, i barattoli e le superfici di lavoro. Non dobbiamo sterilizzare, ma lavare molto bene.Anche se la fermentazione è un processo “vivo”, un ambiente pulito riduce il rischio di contaminazioni indesiderate (muffe). Acqua possibilmente non clorata: il cloro presente nell’acqua del rubinetto può uccidere i microrganismi responsabili della fermentazione. Utilizziamo acqua filtrata, in bottiglia, o acqua del rubinetto lasciata decantare in una brocca aperta per almeno 24 ore (il cloro evapora). Temperatura: La temperatura ideale per la fermentazione del tepache è tra i 20°C e i 30°C. Temperature più basse rallentano la fermentazione, temperature troppo alte possono favorire la crescita di lieviti e batteri indesiderati che potrebbero alterare il sapore. Percentuale di zucchero: la percentuale di zucchero minima è cruciale per una fermentazione sicura. Generalmente, un contenuto di zucchero del 5-10% del peso totale (quindi circa 50-100 grammi di zucchero per litro d’acqua) è ideale. L’uso dello zucchero di canna è importante per fornire il nutrimento necessario ai lieviti per produrre l’alcol e le bollicine, agendo anche come conservante. Una quantità insufficiente di zucchero potrebbe non avviare correttamente la fermentazione o lasciare il prodotto vulnerabile a muffe.Meglio canna rispetto al semolato bianco per apportare più sapori e profumi. Attenzione a: sapori strani e muffe: macchie scure, pelose, verdi, nere o rosa, con un odore putrido o acido, è segno di muffa. In quel caso, purtroppo, dobbiamo scartare tutto il batch e ricominciare. “Film” in superficie: durante la fermentazione è normale che si formi una sottile pellicola biancastra o schiuma sulla superficie. Questa è spesso una “scoby” (simbiosi di batteri e lieviti) o semplicemente lieviti. Se è bianca e non ha un odore sgradevole, va bene. Odore: il tepache dovrebbe avere un odore fruttato, leggermente dolce e acidulo. Un odore forte di aceto indica una fermentazione troppo prolungata, trasformando l’alcol in acido acetico; un odore di marcio indica contaminazione per cui meglio ricominciare da zero. Eccesso di ossigeno: durante la fermentazione si crea anidride carbonica (quella dell’acqua gasata) che può creare stappi “frizzanti” del vaso/bottiglia. Soprattutto se fai la seconda fermentazione in bottiglia è fondamentale aprire periodicamente il tappo (burping o sgasi) per far sfogare la CO2 ed evitare di sporcare ovunque alla prima apertura. Hai domande o problemi? Scrivimi: info@carlottalolli.com Vuoi rimanere in linea con i miei contenuti, tra corsi e social?Iscriviti alla Newsletter, arriva solo una volta al mese! N.B.: la Newsletter è diversa dalle email News per i corsisti 🙂 Tutti i corsi della Scuola Guide e ricettari per la tua cucina Cucinare le verdure – Corso di Carlotta Lolli ©

Verdure fermentate
https://carlottalolli.com/wp-content/uploads/2025/04/Daikon-E-Zenzero-Fermentati.mp4 Ingredienti Per un vaso da 1000 g /1 L 450 g di verdura a scelta (daikon, carote, gambo di broccolo, sedano..) 50 g di zenzero, facoltativo 550 g di acqua tiepida 25 g di sale fino Qualche grano di ginepro/coriandolo o finocchio o altre erbe e spezie a piacere, facoltative Procedimento Laviamo le verdure, le peliamo se necessario. Tagliamo a striscioline, rondelle o cubotti (indifferente il tipo di taglio ma i pezzi non devono essere troppo grandi). Mettiamo le verdure nel barattolo pulito. Sciogliamo il sale nell’acqua tiepida, poi versiamo sulle verdure nel barattolo, a coprire per bene. Se le verdure galleggiano usiamo un peso o retina per tenerle immerse. Senza chiudere completamente il tappo, lo lasciamo fermentare per 3-4 ore a temperatura ambiente. Chiudiamo poi il coperchio e spostiamo in un posto fresco e asciutto, a massimo 22°C per circa 7-21 giorni. Ogni giorno o al bisogno, ricordiamoci di “sfiatare” il vasetto per favorire la fuoriuscita di CO2 in eccesso. Attenzione perché potrebbe fuoriuscire del liquido e lo stappo essere un po’ rumoroso. Già dopo la prima settimana le bollicine dovrebbero essersi attenuate e il colore della salamoia dovrebbe essere diventato torbido. Le verdure si possono già consumare ma è possibile andare oltre, attendendo almeno un’altra settimana per un risultato ottimale. Trascorsi 21 giorni a temperatura ambiente il barattolo andrà riposto in frigo e il contenuto andrà consumato entro 2-3 mesi. Nota bene Se vedi segni strani o muffe sulle tue verdure non consumarle. Se si è formata muffa sul tappo non consumare e la prossima volta opta per un tipo di barattolo diverso, non con chiusura a vite ma con gancio. Se vedi bollicine nel liquido è tutto normale, così come un sapore acidulo-lattico nelle tue verdure 🙂

Risotto con scalogni alla vaniglia
Risotto con scalogni alla vaniglia Ingredienti per 2 160 g di riso Carnaroli o Arborio 150 g di scalogni freschi Mezza bacca di vaniglia Un bicchiere di vino rosso 100 g di stracchino, anche veg Sale, pepe q.b. Olio evo o burro q.b. 90 g di pancetta oppure tofu affumicato, facoltativi https://carlottalolli.com/wp-content/uploads/2025/03/AQOiutf23ASJHbmaB8NNbAWGHeXBUS7QyFV_mCqoCj5vV2zEAdah0Y2RjB_tJH3g7oJZVLsYh7V5fo6uhv2qn9hHwn7KmWzPgkj-L20.mp4 Procedimento Monda gli scalogni e tagliali a metà; scalda una padella con una noce di burro, aggiungi gli scalogni e rosola; aggiungi i semi della vaniglia, sale e un goccio di vino rosso. Fai cuocere con coperchio per circa 20 minuti. Tosta il riso a secco, quando pronto sfuma con vino rosso; copri con acqua o brodo e aggiungi una presa di sale. Procedi fino a cottura con acqua poco per volta. Rendi croccante la pancetta in padella e asciugala su carta assorbente. Manteca il riso con lo stracchino, pepe e sale se necessario. Impiatta con gli scalogni, la loro salsa e pancetta. Puoi sostituire la pancetta con fettine di tofu affumicato, sempre rosolate. Lo stracchino qui ha senso perché conferisce cremosità e il giusto punto di acidità, ma se non ti piace si può sostituire con robiola oppure omettere (manteca il riso con un po’ di burro).

Pesto di basilico: 2 metodi
Pesto di basilico in due modi https://carlottalolli.com/wp-content/uploads/2025/08/Pesto.mp4 Ingredienti per circa 6 porzioni 120 g di foglie di basilico tipo genovese fresco 40 g di Parmigiano Reggiano DOP 25 g di Pecorino sardo DOP 40-50 g di olio extra vergine di oliva ligure 60 g di pinoli tostati (e/o noci) Uno spicchio di aglio, facoltativo Sale q.b., facoltativo Procedimento Lava e asciuga accuratamente le foglie di basilico, nel video ti mostro il procedimento migliore. Abbi cura di rimuovere i gambi e usare solo le foglie. Procedi col metodo che preferisci. Tradizionale, col mortaio1. Prepara tutti gli ingredienti e inizia a pestare pinoli, formaggio, aglio per ottenere una polvere.2. Unisci l’olio e rendi crema.3. Infine aggiungi le foglie di basilico asciugate. Passaggio in più, per mantenere un colore verde vivo: immergi le foglie in acqua salata che hai portato a leggero bollore (mentre è calda). Scola dopo 10 secondi e raffredda in acqua e ghiaccio.Strizza bene e aggiungi al mortaio. Questo passaggio fissa meglio il colore del basilico ed evita il pesto diventi verde militare. Moderno, col cutter1. Metti nel cutter pinoli, formaggio e aglio. Frulla velocemente per ottenere una crema.2. Aggiungi l’olio e frulla.3. Infine, aggiungi le foglie di basilico, un cubetto di ghiaccio e frulla brevemente per trasformare tutto in pesto. 3. Usa subito il pesto, aggiungendolo alla pasta fuori fuoco, in una ciotola fredda, oppure trasferiscilo in appositi contenitori. Puoi metterlo in vasetti o contenitori per monoporzioni da freezer. Coprilo bene, conservalo in frigo per massimo 3-4 giorno o freezer fino a 6-8 mesi. La conservazione sottovuoto è sconsigliata perché il pesto non è un prodotto acidificato o abbastanza salato da scongiurare il rischio botulino. Vai all’area ricette BASI (disponibile per chi ha il pacchetto BASE) o area ricette PIATTI (disponibile per chi ha il pacchetto SUPER) da qui.

Purè di patate
https://carlottalolli.com/wp-content/uploads/2025/04/Pure.mp4 Ingredienti per 2 1 kg patate a pasta gialla o bianca, farinose e “vecchie” (non fresche o novelle) 40 g burro o 30 g olio evo 300 g latte o acqua Noce moscata q.b. Sale q.b. Facoltativi 50 g di Parmigiano Reggiano Procedimento Laviamo con cura le patate e le peliamo, con le bucce faremo le Chips di cui trovi la video ricetta nel corso. Cuociamo le patate partendo da acqua fredda leggermente salata. Da cotte le schiacciamo col passapatate, a maglia fine oppure maglia ampia per due volte, possibilmente. Scaldiamo il latte e lo condiamo con una grattugiata di noce moscata e un pizzico di sale. Aggiungiamo il burro al purè, mescoliamo con una frusta, senza esagerare altrimenti renderemo il purè colloso. In questo senso meglio non frullare col frullatore a immersione il purè o diventerà molto colloso per via dell’amido contenuto nelle patate. Infine, aggiungiamo poco latte alla volta, sempre amalgamandolo alle patate. Mettiamolo tutto o parte, in base alla consistenza che desideriamo. Serviamo subito, caldo e spumoso. Questo purè si può anche fare in anticipo e riscaldare, senza mescolare troppo. Si conserva in frigo fino a 4 giorni.
Le verdure ti stancano? non sai mai come farle? fatichi a inserirle nei pasti? non le apprezza nessuno a casa?
C’è chi ama le verdure e chi no, chi le consuma regolarmente e chi no, chi ha le idee chiarissime e conosce mille ricette, chi sa come esaltarle al meglio ed estrarre più nutrienti possibili e chi no. Chi non sa mai come cucinarle e chi mente.
Per aiutarvi a far pace con le verdure, ad amarle o a renderle sempre più protagoniste dei vostri pasti condivido le mie ricette con verdure, idee e trucchetti 🙂
Rendile protagoniste del tuo piatto
Apprezzare le verdure, non farle mai mancare sulla tavola,
variare di continuo e non annoiarsi. Si può?! Se impari a valorizzarle mentre cucini certo!
Col mio corso on-demand (segui quando vuoi ed è tuo per sempre) impari a sceglierle, lavarle, tagliarle, cucinarle e conservarle.
Condivido con te le mie ricette, i miei trucchi e abbinamenti vincenti per rendere pazzesca qualsiasi verdura, mai banale!







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