Cucine piene di ogni cosa, cassetti che strabordano, porta oggetti su ogni cm del piano cucina: non è un incubo, è ciò che succede in tantissime cucine. Per chi non vuole cadere nella trappola e acquistare compulsivamente strumenti che vede in qualche contenuto social, ho creato questo articolo sugli utensili da cucina indispensabili.
Una guida pragmatica per chi cucina in modo amatoriale e ha un’esigenza di cucina non soddisfatta o la necessità di sostituire uno strumento con logica.
Nelle prossime righe non troverai elettrodomestici, teglie e pentole o contenitori ma piccoli strumenti di cucina come coltelli, taglieri, pinze, fruste..
Se l’articolo piacerà seguiranno sicuramente guide su pentole e padelle, contenitori vari (sia per la preparazione che per la conservazione) ed elettrodomestici.
Utensili da cucina indispensabili
Prima di iniziare la carrellata, due premesse importanti.
La prima riguarda l’intento di questo articolo.
L’articolo nasce come approfondimento per il mio video su YouTube dedicato allo stesso tema, non come invito all’acquisto compulsivo.
In accordo con la mia filosofia semi-minimalista in cucina ho creato una guida ragionata, non un elenco casuale: ogni voce risolve un problema concreto di tempo, precisione o sicurezza.
I link inseriti all’interno dell’articolo e della Bacheca consigliati sono a puro titolo d’esempio, visivo e come marchi che uso/consiglio, non avete nessun obbligo di acquistarli.
Infine, seconda premessa: qualsiasi utensile decidiate di acquistare sinceratevi sia da cucina. Non comprate utensili per pittura, muratura, elettricisti, giochi per bambini per usarli in cucina: per via delle temperature e del contatto con alimenti che ingeriremo, oltre che sostanze potenzialmente acide-sapide, i materiali degli utensili devono essere certificati e sicuri.
Regola d’oro: tutto ciò che tocca qualcosa che finirà nella nostra bocca deve essere idoneo al contatto per alimenti.
Ricerca sempre il simbolo MOCA (bicchiere e forchetta) sul prodotto o sulla confezione, così ti toglierai ogni dubbio.
Coltelli: quali e quanti?
L’esperienza mi ha insegnato che un buon coltello in mani inesperte è quasi inutile, mentre un coltello anche modesto, usato con la tecnica giusta, può fare un ottimo lavoro.
Non è obbligatorio comprare coltelli costosi, così come non lo è acquistare un intero set di coltelli. Meglio, piuttosto, scegliere i coltelli che possono davvero servirci e investire qualcosa su questi, affinché durino il più a lungo possibile e ci siano di supporto durante il taglio, non fonte d’ansia perché temiamo di affettarci un dito.
Partendo dalle tipologie di coltello tra cui scegliere ci sono:
- trinciante (o coltello da cuoco): lama grande, ideale per verdure (zucca compresa), carne e la maggior parte degli alimenti. Permette di tagliare in modo sicuro e preciso, e anche di tritare senza fatica. Il coltello su cui puntare per primo, se devi partire da zero.
“Cugini” del trinciante sono i coltelli giapponesi Santoku, Gyuto, Kiritsuke, che hanno piccole varianti su forma e trama della lama ma svolgono compiti simili: tagliare, trinciare e tritare.
- Coltello cinese/mannaia/ Nakiri: coltello a lama uniforme, quasi rettangolare, che si usa soprattutto per taglia bastoncino e fette delle verdure o per spezzare-trinciare alimenti duri e voluminosi.
Qualcuno si trova meglio a tagliare con questo, non è però un coltello versatile quanto un trinciante.
- Seghettato: indispensabile per pane e lievitati croccanti, ma anche per pomodori, melanzane, limoni e agrumi in generale. Tutti alimenti che con una lama liscia si schiacciano invece di tagliarsi o che rischiano di rovinare il filo del coltello a causa dell’acidità si tagliano col seghettato.
Più è spesso e rigido più è controllabile, un seghettato flessibile scappa facilmente dal nostro controllo e non ci permette di essere precisi.
Anche la lunghezza è fondamentale: una dimensione tra i 10 e 20 cm ci permette di tagliare la maggior parte degli alimenti, senza fare troppi movimenti. - Coltello da disosso: lama sottile e appuntita, per chi lavora spesso la carne e deve disossare con precisione.
- Coltello da sfiletto: fondamentale per chi sfiletta il pesce a casa. Ha lama stretta, sottile e leggermente flessibile, perfetta per lavorare lungo la lisca senza sprecare polpa. Utile anche per incidere e pelare frutta e verdura, o per pelare a vivo gli agrumi ricavando delle supreme. Se non lavori il pesce crudo in casa, puoi tranquillamente ometterlo.
- Spelucchino: coltellino corto per pelare, rifinire, scavare, tornire, rimuovere parti annerite senza sacrificare mezza verdura. Ne esiste sempre almeno uno nel cassetto di chi cucina spesso.
Se devi partire da una base minima e poi integrare, prendi un buon trinciante per tagliare di tutto, seghettato per ciò che non si taglia bene a lama liscia, spelucchino per le rifiniture.
Aggiungi coltelli da sfiletto o disosso se lavori regolarmente sia pesce sia carne; spingiti sui coltelli giapponesi solo se ti piacciono e hai tempo-voglia di prendertene cura (spesso sono più delicati dei coltelli “da battaglia” europei e non).
[Per avere un riferimento, nella foto qui sotto, da sinistra a destra ci sono: spelucchino, coltello da sfiletto, coltello da disosso, santoku, kiritsuke, nakiri, trinciante e seghettato]
Materiali dei coltelli
Tra i migliori e più affidabili per coltelli (e talvolta manico) ci sono:
- acciaio inox: il più diffuso e complessivamente più affidabile.
La qualità dipende in gran parte dalla percentuale di carbonio: più è alta, più la lama è dura e resistente alla corrosione. - Ceramica è leggera, mantiene bene il filo, non si ossida, ma è fragile e soggetta a micro-scheggiature.
- Titanio: molto resistente, ma anche molto costoso. Facile trovarlo nei coltelli professionali e costosi.
Il manico in acciaio è la soluzione migliore per affidabilità e durata, ma possono andare bene anche plastica resistente o legno, purché sia trattato e spesso (pena scheggiature e rotture nel tempo).
Quanto alla “fusione” tra manico e lama del coltello, ci sono diverse possibilità: coltello a tutto codolo (con lama che arriva fino a fine manico), mezzo codolo, ecc..
La scelta migliore, più duratura e facile da pulire è quella a tutto codolo (full tang): la lama è un unico pezzo forgiato che arriva fino in fondo al manico, senza inserzioni.
Questo riduce quasi a zero il rischio di accumulo di sporco nel punto di giunzione, di rottura, di ruggine e di quel fastidioso “dondolamento” della lama che compare dopo un po’ di utilizzo sui coltelli con manico separato.
Consiglio pratico, prima dell’acquisto: se puoi, prova sempre l’impugnatura di più coltelli prima di scegliere, solo così potrai capire davvero quale si adatti meglio alla tua mano.
Materiale ed estetica sono importanti, ma mai quanto l’ergonomia del manico, che cambierà completamente la tua “esperienza di taglio”.
Marche
Come ho avuto modo di dirti anche nel video sugli utensili, non sempre è la marca a fare la differenza, piuttosto la tecnica di chi lo usa.
Senza ombra di dubbio, però, ci sono aziende-brand che si sono fatte strada nel mondo dei coltelli per la qualità e affidabilità dei loro prodotti, rispetto ad altre meno attente alla qualità.
Molti marchi tedeschi, giapponesi, americani, svizzeri e anche italiani producono coltelli di alta qualità, ma nessuno ti vieta di acquistare anche coltelli di brand non specializzati in questi utensili.
Come riferimento ti dico quali coltelli ho io, che non ho acquistato un set mono marca ma ho acquistato i singoli coltelli, scegliendo ognuno con cura:
- coltelli trincianti e simili:Dick, Santoku Global, Kiristuke Kotai, Nakiri Kai, Montana.
- Coltello per disosso: Wusthoff;
- coltello per sfiletto: Montana e Global.
- Coltello seghettato: Berkel;
- spelucchini: Montana, Global e Victorinox.
Consigli di cura dei coltelli
Compri dei buoni coltelli e poi li rovini con una cattiva manutenzione? Anche no.
Assicurati di tenerli come si deve e procedere con la manutenzione periodica, seguendo i miei consigli:
- Non riporre mai i coltelli “sciolti in un cassetto”: è il modo migliore per rovinare il filo e per tagliarsi nel prenderli. Meglio un ceppo (con fondo in gommapiuma per proteggere la punta), una custodia o ancora meglio un porta coltelli specifico da cassetto (come questo).
- Lava i coltelli subito dopo l’uso, soprattutto dopo il contatto con alimenti acidi che possono corrodere la lama, e asciugali sempre.
Quanto alla lavastoviglie, è bene sapere che acqua, saponi e temperature alte possono rovinare manico e lama nel tempo, specie su coltelli più delicati; sarebbe, pertanto, sconsigliato il lavaggio in lavastoviglie.
Per praticità e igiene, però, si può usare, soprattutto coi coltelli più “carrozzati” o anche sui più delicati a patto di usare temperature mediamente basse e asciugare subito i coltelli. - Affila periodicamente o fai affilare i tuoi coltelli, altrimenti tagliare sarà sempre più difficile e rischierai di tagliarti.
Ricorda che acciarino e pietra non sono la stessa cosa: l’acciarino rifila, riprende il cosiddetto “filo della lama”, è utile per una rifinitura veloce prima di un taglio, ma non affila.
La pietra affila davvero, ripristinando l’angolo corretto della lama.
Taglieri da cucina
Il nome lo dice chiaramente: il tagliere serve per tagliare, non è un sottopentola, un porta-coltelli o un elemento d’arredo. Il tagliere ci serve per tagliare qualsiasi alimento e preparazione senza rischiare di farci male o rovinare piani, ciotole, piatti..
Per questioni di igiene, ma anche praticità (per non dover lavare cose ogni tre per due qualcosa), meglio averne più di uno.
L’ideale sarebbe avere un tagliere per la carne, uno per il pesce, uno per le verdure e uno per gli alimenti secchi (pane, dolci..). Ognuno con un colore diverso per riconoscerli e non scambiarne l’uso.
Se lo spazio è il vostro problema sappiate che esistono set di taglieri non troppo ingombranti e anche belli da vedere, come questo.
In caso di cucina vegetariana-vegana possono andare bene anche solo due taglieri.
Il motivo di tanta attenzione è il rischio di contaminazione crociata, ovvero la possibilità che un patogeno presente su una materia prima (tipicamente carne o pesce crudi) finisca su un’altra solo perchè tagliate in sequenza sullo stesso tagliere. senza un lavaggio accurato in mezzo.
Sugli utensili trovi anche un mio video Youtube, in cui ti mostro tutti questi strumenti e ti do qualche consiglio utile.
Se ti servono consigli specifici sugli utensili da cucina indispensabili di video e articolo dai un’occhiata alla Bacheca dei consigli, in cui ho inserito ciò che ho io o ciò che consiglio perché l’ho avuto/provato. Clicca qui per visualizzarla.
Materiali per i taglieri di legno
Su questo tema si aprono spesso dibattiti ma, attualmente, le principali normative alimentari individuano materiali più idonei per il taglio degli alimenti rispetto ad altri.
Facciamo una veloce carrellata tra le possibilità:
- polietilene: materiale affidabile e resistente, facilmente sanificabile in lavastoviglie anche ad alte temperature. Col tempo e un uso poco delicato può rovinarsi superficialmente e i microframmenti che si generano possono finire nel cibo, motivo per cui bisogna usarlo con cura e sostituirlo quando troppo usurato (o farlo levigare).
Attualmente è il materiale più sicuro, oltre ad acciaio e vetro, per la cucina; se scelto di buona qualità, spesso, non rappresenta un rischio per la salute.
- Legno (e bambù): esteticamente bellissimo, ma va usato con consapevolezza perché poroso, soggetto a scheggiatura e accumulo di umidità, il che lo rende un ambiente favorevole alla proliferazione batterica. Anche per il bambù valgono le stesse raccomandazioni.
Non è lavabile a fondo in lavastoviglie (rovinerebbe fibre e trattamento) e il lavaggio a mano, per quanto accurato, non garantisce la stessa igienizzazione della plastica in lavastoviglie.
Se hai un tagliere in legno riservalo a pane, lievitati e alimenti secchi, non tagliarci sopra carne o pesce crudi.
- Acciaio: resistente alla corrosione, facilissimo da pulire, altamente igienico e duraturo: non si scheggia, al massimo si graffia, e non rilascia sostanze nel cibo.
Il difetto principale è che tende a rovinare il filo del coltello più rapidamente di altri materiali.
- Vetro: materiale non poroso, perfettamente sanificabile, ma con due controindicazioni concrete: se non maneggiato con cura può rompersi e non è delicato sul filo dei coltelli.
- Acrilico (plexiglass): leggero, spesso riciclabile, lavabile in lavastoviglie, ma il vero problema è trovarne uno di buono spessore: quelli sottili si rigano e si imbarcano facilmente, rendendo il taglio meno sicuro.
- Silicone: facile da lavare in lavastoviglie e abbastanza resistente, ma tende a diventare leggermente “oleoso” e non offre grande resistenza al taglio (= le cose scivolano facilmente).
Se hai taglieri in polietilene, fibra di legno o vetro puoi lavarli anche con saponi sgrassanti, pagliette e lavastoviglie ad alta temperatura.
Il tagliere di legno, invece, va trattato con cura, per non rovinarlo segui questa procedura dopo gli usi:
- rimuovi le tracce di sporco grossolano a mano o con carta;
- sciacqua velocemente con acqua;
- cospargi con sale grosso o bicarbonato (non disinfettano ma per la loro granulometria possono rimuovere più sporco di una spugna classica) + sapone delicato;
- strofina velocemente e risciacqua con acqua calda subito dopo, abbondantemente.
- Asciuga bene tamponando con uno strofinaccio pulito.
- Metti ad asciugare in forno a 100°C per 30 minuti (non farlo se il legno è trattato con materiali termosensibili).
- Riponi in un luogo asciutto, possibilmente non sdraiato ma inclinato.
Quando è troppo segnato fallo levigare e trattare dal falegname.
N.B.: anche i taglieri in polietilene si possono far levigare se molto segnati, ma non ancora così rovinati da giustificare il cambio.
Pelapatate
Il nome trae in inganno: pensiamo serva solo a pelare le patate, mentre è uno degli utensili più versatili del cassetto.
Puoi usarlo per:
- sbucciare patate, carote, zucca, barbabietole, rape;
- ricavare fettine sottili di zucchine, cetrioli o carote senza tirare fuori la mandolina o un elettrodomestico;
- ricavare striscioline di formaggi stagionati come il Parmigiano..
Se possibile scegli un modello interamente in metallo (corpo e lama): si lava meglio, non si macchia con il succo delle carote, non subisce l’usura della plastica e non diventa scivoloso in mano.
Per sicurezza e praticità opta per un pelapatate a Y (come questo) questa forma ti assicura una presa più stabile e meno stressante per il polso.
Spatole e leccapentole
Col termine spatola, in genere, ci riferiamo a due utensili da cucina:
- i leccapentole, chiamati in gergo anche “marise”, sono composte da manico rigido e testa flessibile in silicone.
Servono a pulire per bene le ciotole, a mescolare dal basso verso l’alto i composti montati, a emulsionare salse dense.
Indispensabili sia per cucina di tutti i giorni che pasticceria.
- Le spatole vere e proprie (qualcuno le chiama palette): possono essere a “lama” piatta o a gomito, in metallo, e manico in metallo o plastica o silicone.
Servono per girare gli alimenti in cottura, per spalmare creme su dolci e piadine, per glassare torte, per sfornare pane e dolci dai loro stampi.
Un consiglio specifico per i leccapentole: sceglili di un silicone di buona qualità, con la spatola leggermente rigida e spessa, come questa.
Eviterai si rompa o tagli subito, ma anche che ceda odori agli alimenti, specie in cottura.
Quanto alle spatole utile averne una piccola con “lama” sottile e una più larga, spessa, per girare anche alimenti voluminosi.
Di entrambi gli utensili puoi averne uno solo, ma ancora meglio due per tipo per alternarli.
Mestoli e schiumarola
Immancabili in qualsiasi cucina, schiumarola e mestoli, sia fondi che “cucchiarella”.
Tutti e tre, chi più chi meno, servono per calare alimenti in acqua oppure olio, delicatamente, per ripescarli in sicurezza dalla pentola, ma anche per porzionare, impiattare, mescolare.
Non serve un set coordinato: qualsiasi mestolo o schiumarola, anche recuperato o ereditato, va benissimo purché sia funzionale e copra le esigenze quotidiane.
Meglio se in metallo o silicone o plastica di alta qualità, piuttosto che in legno che, per quanto poetico, non si può lavare a fondo e rimane umido a lungo.
Un materiale resistente ti assicura durata, sicurezza alimentare e possibilità: puoi usare i tuoi mestoli anche in cottura ad alta temperatura senza rischi.
Quanto alla “cucchiarella”, quella in legno è “romantica” e ci ricorda tanto la nonna, ma non è la miglior scelta in quanto a igiene delle pietanze.
Meglio optare per una cucchiarella in nylon come questa, resistente e inerte (non cede sapori, odori, particelle alle pietanze).
Pinze
Un utensile da cucina sottovalutato ma utilissimo, per maneggiare il cibo con precisione senza usare le mani, per esempio per:
- girare un pezzo di carne, una verdura, un arrosto;
- posizionare con cura un ingrediente nel piatto;
- servire pietanze dalla teglia al piatto.
Ne basta anche solo una, in metallo per una migliore resistenza, igiene e durata; se consumate e servite molte insalate, se fate spesso cene a buffet può avere senso avere anche pinze da servizio.
Grattugia tipo Microplane
Uno dei “grandi must” che consiglio davvero a tutti, per grattugiare la scorza degli agrumi senza prelevare l’albedo (il bianco amaro), le spezie senza esagerare con la quantità e i formaggi.
Il nome “microplane” è un marchio commerciale, ma identifica ormai un prodotto specifico, una grattugia con maglia fine e tagliente.
Questo tipo di grattugia non è una alternativa alla classica grattugia da cucina, è un prodotto diverso, che permette di avere una precisione e pulizia unica.
Colini (e setacci)
Utensili da cucina indispensabili per filtrare e setacciare alimenti e preparazioni di vario tipo: dalla farina allo zucchero, ai brodi, salse e creme.
Una buona dotazione si compone di un colino medio piccolo per filtrare salse, piccole porzioni di brodo, spolverare cacao sul tiramisù o zucchero sui dolci, più uno grande per vellutate e creme.
Se avete spazio e modo, aggiungete alla vostra collezione di utensili da cucina un colino cinese, un colino a forma di cono, profondo e con la maglia mediamente fine.
Lo consiglio molto a chi fa latte vegetale in casa, unitamente all’etamina (panno filtrante) o salse molto lisce e vellutate.
La sua forma a cono facilita la percolazione rispetto a un colino tradizionale ed è capiente abbastanza da essere perfetto anche per grandi quantità.
Un plus da cercare quando si acquistano i colini, oltre alla maglia in metallo piuttosto che fibra, è la presenza di piedini o ganci alle estremità, che impediscono al colino di cadere nella ciotola o pentola su cui setacciamo.
Forbici da cucina
Non le classiche forbici da ufficio ma da cucina, con lame spesse e importanti.
Servono per tagliare pelle di pesce, pelle di pollo, verdure coriacee, confezioni, lievitati, fagiolini; sono spesso più comode del coltello per certi tagli veloci.
La caratteristica più importante da cercare nelle forbici da cucina è la grandezza e spessore delle lame: devono essere spesse, abbastanza ampie, non troppo lunghe e sottili o non ci permetteranno di tagliare al meglio gli alimenti più duri.
Mandolina
Uno tra gli utensili da cucina su cui ho ricevuto più domande, spesso legate alla sicurezza e al materiale.
La mandolina è uno strumento di taglio con cui possiamo realizzare striscioline, bastoncini, rondelle, a volte anche tocchetti, soprattutto di verdure ma non solo.
In base al tipo e modello che scegliamo avremo più o meno possibilità, ciò che vale per tutti è che le lame perdono il filo dopo tanti usi (= non tagliano più, vanno affilate come i coltelli) e che bisogna essere cauti nell’uso, per non tagliarsi le dita.
La mandolina non è pericolosa in sè, è l’uso scorretto a renderla tale. Seguite questi consigli per non rischiare:
- usate l’apposito paramano in dotazione (il blocco con dentini che trattiene l’alimento);
- oppure usate un guanto antitaglio in metallo (lo stesso tipo usato in macelleria).
Se non vuoi usare uno né l’altro assicurati di tenere la mano sempre parallela alle lame e le dita ritratte o non perpendicolari a queste.
Se devi acquistare una mandolina scegli un modello interamente in acciaio inox, per evitare problemi di ruggine, macchie, graffi..
Fruste manuali
Utensile da cucina indispensabile per emulsionare salse, miscelare composti e creme, soprattutto se non abbiamo mixer o fruste elettriche.
Una è più che sufficiente, ancora meglio 2 o 3, di dimensioni diverse per coprire più quantità e preparazioni.
Come si shakera ed emulsiona con una frusta non si fa con una spatola, cucchiaio o forchetta, per cui dotatevi di almeno una frusta.
Nella Bacheca dei consigli sugli utensili da cucina indispensabili e non trovi il set di fruste che io, oltre a tutti gli altri strumenti di cui ho parlato fin qui. Clicca qui per visualizzarla.
Pennelli da cucina
Non vitali ma molto utili, basta averne anche solo uno dedicato esclusivamente alla cucina (mi raccomando, non un pennello che usi anche per altro e poi lavi).
I pennelli in cucina servono per spennellare la miscela all’uovo sui lievitati (egg wash), oliare le teglie, lucidare un prodotto finito, o correggere al volo l’estetica di un piatto con cui fare bella figura.
Ideale preferire pennelli con setole in silicone, non in fibra naturale o sintetica: la fibra trattiene molto più facilmente lo sporco.
Mattarello
Serve per stendere impasti di ogni tipo come frolla, pasta fatta in casa, sfoglie, ma anche come “batticarne improvvisato” per appiattire cetrioli o sbriciolare biscotti secchi per la base di una cheesecake.
Se fai spesso la pasta in casa ha senso averne due: uno dedicato esclusivamente alla pasta, magari le frolle, senza decorazioni superficiali, e uno in materiale sintetico o polietilene o anche acciaio per tutto il resto, molto più facile da lavare (anche in lavastoviglie) rispetto a un mattarello in legno, che va lavato a mano e va di tanto in tanto oliato.
Per quest’ultimo è possibile acquistare guide per ottenere lo spessore di stesura perfetto.
Altri utensili
Ci sono poi utensili che vedo spesso nelle cucine di casa, utili in situazioni specifiche, ma che, a differenza di quelli visti finora, non rientrano nella mia dotazione minima consigliata. Ne parlo comunque, perchè la scelta dipende molto da come cucini tu.
- Rotella per pizza: utile soprattutto per tagliare croissant, grissini e impasti lievitati prima della cottura, o per ricavare strisce regolari di pasta fresca o frolla (i tortellini, ad esempio, ne beneficiano molto).
Per quanto nasca per tagliare la pizza, bisogna dire che non è sempre ideale, talvolta schiaccia l’impasto e rovina la fetta (vedi caso di pizze in teglia o pizze molto alveolate per cui sono più idonei coltelli o forbici).
Esiste anche la versione composta da più rotelle che tagliano in parallelo, a ugual distanza, chiamata “bicicletta”.
- Taglia-tartufo / affetta-formaggio a lama regolabile: pensato per il tartufo, ma utilissimo anche per ricavare scaglie perfette di parmigiano. In alternativa si può usare il pelapatate.
- Squama-pesce: se pulisci spesso il pesce in casa, molto più efficace e delicato sulla pelle rispetto a farlo a mano o con un coltello. Meglio un modello in metallo, più duraturi e resistenti di quelli in plastica.
- Schiaccia-aglio: utensile controverso: personalmente non lo uso quasi mai, perchè tende a disperdere parte dell’aroma dell’aglio. Preferisco pestarlo al coltello, frullarlo o usarlo intero in un olio aromatizzato. Detto questo, se lo usi spesso su aglio tritato, può avere senso tenerne uno.
- Misurini e cucchiaini dosatori: utili soprattutto per chi non ha (o non vuole usare) una bilancia; io li uso in modo molto limitato, principalmente per dosare sale e zucchero “a occhio” più che con precisione.
- Snocciolatore per ciliegie: indispensabile solo per chi fa spesso conserve di ciliegie o amarene; per un uso occasionale, il trucco della cannuccia o un coltello affilato bastano.
- Apribarattoli, strumento da cucina non essenziale per tutti, grande aiuto per chi ha poca forza nei polsi o nelle mani: aprire una latta con il coltello, oltre a essere rischioso, rovina il tappo, rendendolo inutilizzabile per una futura conserva casalinga.
Spero questa guida sugli utensili da cucina indispensabili ti sia piaciuta e sarà utile per scegliere i prossimi da acquistare/cambiare/regalare con consapevolezza.
Seguiranno guide sugli elettrodomestici e di organizzazione in cucina, per non perderli (e non perdere altri miei contenuti, iniziative, masterclass e corsi) iscriviti alla mia Newsletter.



